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Anonymous asked:
Ginevra, 19
La mia ancora, il mio ancora.
Dio, Sì, lo so che le lettere si cominciano con “caro” o “cara”, ma non sono una persona aperta. Questo lo sapevi già, non è vero? Io non ti conosco ma tu conosci me, giusto? È così che mi hanno sempre detto. Tu sai tutto. Tuttavia, io credo che qualcosa che non sai ci sia. E ti scrivo proprio per informarti di questo. Per esempio: non tutti stanno bene come credi. Mi è capitato di dover camminare nei corridoi di un ospedale. Non era successo niente di grave, un mio amico si era fratturato un braccio giocando a calcio e lo stavo andando a trovare. Ero in ascensore e con me c’erano altre tre persone. Un ragazzo poco più vecchio di me, un bambino che forse frequentava la terza elementare e una donna. Mi sono subito chiesta cosa ci facessero lì. Tu mi capisci, ho la testa che va quando vuole lei, e in quel momento stavo pensando a quanto fosse figo stare in quel posto, mi sembrava di essere dentro a Scrubs. Poi la porta si è aperta e sono usciti tutti e tre. Ecco, Dio, ero proprio curiosa di sapere il motivo per il quale erano lì. Così li ho seguiti fingendo di non dover aspettare di salire per altri due piani per arrivare a quello giusto. Si sono seduti su delle sedie attaccate al muro del corridoio e io ho fatto lo stesso. Ero vicina al bambino, agitatissimo. Ma non agitato come un bambino normale. Non urlava, non invocava la mamma e non faceva alcun tipo di capriccio. Si limitava ad agitare le gambette tra pavimento e sedia e a passare lo sguardo dal fratello accanto a lui a una delle tante porte che interrompevano il muro. Ad un certo punto si è girato verso di me e ha sorriso. Non ha detto niente ed ha sorriso. Dio, cosa avresti pensato di fronte ad un comportamento così poco da bambino? Io mi misi in testa che fosse lì per dei controlli, che avesse dei problemi. Poi la porta si aprì e lui scattò in piedi. Lo guardai correre tra le braccia mingherline di un uomo che non sembrava tale, tanto era magro e smunto, con la testa pelata e un sorriso felice e stanco sulle labbra. Lo guardai mentre veniva raggiunto dai familiari e mentre veniva coinvolto in un enorme abbraccio a quattro. Durò molto, quell’abbraccio, fino a quando l’uomo non fece una smorfia e sussurrò qualcosa. Si staccarono immediatamente, e si agitarono tutti, ma l’uomo disse che ora era tutto a posto. C'erano tanti tubicini di plastica che uscivano da sotto le maniche del pigiama e che andavano a finire dentro a sacchetti contenenti qualche strano liquido trasparente. Sorrise, sussurrò un “andiamo” e cominciò a camminare molto lentamente per il corridoio, trascinando quella specie di attaccapanni con le rotelle, seguito da moglie e figli. Dio, quando capii quasi mi misi a piangere. Andai dal mio amico ancora con gli occhi lucidi, e quando mi chiese se avevo pianto gli risposi di no, che era il freddo. Mi guardò male perché quel giorno, Dio, avevi deciso che la temperatura sarebbe salita ai trenta gradi.
Ecco, potrei parlarti per anni di tutte le cose che non vedi. Per carità, magari ti stai concentrando nel far nascere qualche bambino che renderà migliore il mondo, o a tenere in vita qualche adulto. Mi sta bene, altroché. Ma a volte potresti guardare nelle case? Negli ospedali? Sotto alle coperte di persone in lacrime non versate per semplici problemi di cuore? Dio, forse stai dormendo a quest’ora, forse sto parlando a vuoto. Forse questa lettera non verrà mai spedita perché il destinatario è introvabile, impegnato, o magari neanche esiste. Ma magari mi stai guardando, e stai dando uno sguardo anche nelle case, negli ospedali, sotto alle coperte dei disperati. Magari stai dando loro una carezza. Magari se ne accorgono, sorridono, si addormentano. Magari quell’uomo, un giorno, avrà di nuovo i suoi capelli sulla testa, un bel sorrisone sulla faccia e suo figlio sulle ginocchia. Magari, sì, magari.
“Non me ne frega un cazzo.”
E invece piangi per tutta la notte.
Anonymous asked:
lemanichesistringono answered:
let me cry.
Ogni volta che lo leggo, mi emoziono.
Piango
Dio..
I brividi.
..
-
Anonymous asked:
lemanichesistringono answered:
let me cry.
Ogni volta che lo leggo, mi emoziono.
Piango
Dio..
I brividi.
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Quando capisci di essere tu quella sbagliata, quella che nessuno vorrebbe accanto.
È quello il momento peggiore.
Le sigarette ti calmano,
l’alcol ti fa dimenticare,
la droga ti rende felice,
il digiuno ti fa sentire bella,
il sesso ti dà soddisfazione,
i tagli ti riempiono il vuoto interiore,
il sonno ti annulla i sentimenti e ti crea l’illusione di essere morta.
Ma tu sei viva. E soffri.
Tutto è una dannata dipendenza.
